Come migliorare le performance di un sito con i test di usabilità

Come migliorare le performance di un sito con i test di usabilità

I test di usabilità sono il miglior strumento per capire se un sito web è efficace. Spesso è difficile conoscere i motivi per cui un sito non converte o riceve poche visite, ed è proprio in questi casi che gli usability test posso dare risposte che le analisi tecniche non riescono a dare.

Usability test per misurare le emozioni delle persone

Perché si effettuano i test di usabilità? Molti potrebbero pensare che l’efficacia di un sito dipenda solamente da aspetti tecnici o grafici. Tuttavia, un sito dall’aspetto moderno e scritto con un codice senza errori non ha la certezza di essere un sito dalle alte performance.

Gli aspetti tecnici hanno sicuramente la loro importanza: un sito leggero, che tiene conto della SEO (Search Engine Optimization) e che è ottimizzato per mobile è un sito che ha dei vantaggi evidenti. Nonostante ciò, concentrarsi eccessivamente sulle questioni tecniche può distogliere l’attenzione da un aspetto fondamentale: le reazioni emotive delle persone.

I test di usabilità mirano proprio a questo: valutare in modo scientifico il tipo di reazioni emotive suscitate dalla navigazione di un sito. La qualità dell’esperienza dipende moltissimo dalle emozioni che le persone provano; l’interfaccia deve essere quindi ottimizzata per favorire quelle positive.

Come si crea un sito che suscita emozioni positive? Si deve tener conto di:

  1. Contenuti del sito, sia fotografici/video che testuali
  2. Accessibilità dei contenuti
  3. Facilità di navigazione

I contenuti fotografici e testuali devono incontrare gli obiettivi degli utenti (individuati grazie all’implementazione del BRAIN Method) e devono essere accessibili, ovvero devono tener conto di eventuali disabilità delle persone.
L’ultimo punto, la facilità della navigazione, si riferisce a: immediatezza delle voci di menù e delle aspettative sottese, flusso di navigazione e in generale all’implementazione di tutte quelle accortezze che diminuiscono lo sforzo cognitivo degli utenti

post it colorati di cui uno tenuto in mano

Come fare un test di usabilità?

Per realizzare un test di usabilità è necessaria una pianificazione precisa e un set di competenze specifiche che vanno anche al di là della mera conoscenza degli strumenti: è fondamentale avere anche capacità relazionali e di ascolto. Andiamo con ordine.

I passi fondamentali per fare un test di usabilità sono:

  • Scegliere cosa testare. Può sembrare scontato, ma non è possibile far navigare agli utenti ogni singola pagina di un sito. Per questo motivo si scelgono normalmente determinati task (solitamente non più di 10, se semplici e sufficientemente brevi) da far compiere all’utente. Ad esempio, le richieste potrebbero essere “acquista un paio di scarpe”, “fai un bonifico” oppure “scrivi all’azienda tramite il form di contatto”.
  • Reclutare le persone. Questa è la parte più delicata poiché è necessario reclutare un numero di persone minimo (almeno dieci) con caratteristiche tali da assicurare un’affidabilità statistica. Il campione deve essere quindi rappresentativo della popolazione di riferimento. Ad esempio, un usability test su un’App sarebbe poco valido se venissero reclutate solo persone di età superiore ai 60 anni, poiché poco abituati a utilizzare tali strumenti.
  • Preparare gli strumenti giusti. È necessario valutare gli strumenti adatti a seconda del fatto che si metta sotto esame un sito in versione desktop piuttosto che mobile. Si valuterà quindi l’utilizzo dell’eye tracker fisso, del GSR oppure dell’EEG per misurare e oggettivizzare i comportamenti delle persone.
  • Raccogliere e analizzare i dati. Le capacità relazionali dello sperimentatore emergono in questa fase, poiché durante il test di usabilità si devono cogliere aspetti come gesti, espressioni, oltre che assistere la persona in caso di imprevisti tecnici. L’intervento dello sperimentatore può essere più o meno intenso, a seconda che si adotti la tecnica del thinking aloud oppure stia dietro le quinte.

Arrivati a questo punto è possibile trarre le conclusioni su ciascuno dei task messi sotto esame e valutare sulle performance complessive del sito. Si possono dare dei punteggi (o delle percentuali) a ciascuno dei task e costruire dei grafici che dimostrino il coinvolgimento emotivo analizzando i dai del GSR (Galvanic Skin Response).

smartphone tenuto in mano da un ragazzo

Un esempio di test di usabilità: e-commerce

Immagina di voler capire perché un e-commerce non raggiunge gli obiettivi di vendite.


Alcune delle domande che lo sperimentatore – e lo sviluppatore – deve farsi sono: i prodotti sono facilmente raggiungibili sia dal menù che dalle relative sezioni? Il processo di acquisto è semplice e lineare? Quali sono le barriere o gli ostacoli nella navigazione e quando compaiono?

I problemi possono risiedere anche nel tipo di fotografie utilizzare. Ad esempio, in un caso recente che abbiamo seguito è stato scoperto che nel settore dell’abbigliamento è necessario valutare molto attentamente le espressioni facciali del modello/a. Se l’utente prova fastidio o addirittura disgusto nel guardare il soggetto, le conversioni ne risentiranno sensibilmente.



I test di usabilità sono quindi un’esperienza che tocca diversi aspetti, dall’ottimizzazione del codice alla facilità di fruizione dei contenuti. L’implementazione di un test di usabilità presuppone competenze anche relazionali e una capacità di comprensione delle reazioni emotive delle persone poste davanti a uno schermo.

Pubblicato il: 12/07/2019

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